Il nome Bornasco, deriva dalla parola celtico-latina "borna", che significa "LIMITE" oppure dal nome personale latino "BORNUM" o da un più tardo "BORRONUS", dalla nostra zona, provengono alcuni interessanti reperti archeologici di epoca romana. 
La Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, risale nella forma attuale al 1604, venne ristrutturata nel 1959. I sedili del coro provengono dalla Chiesa di Santa Croce di Pavia, ora soppressa.
La località di Settimo deve il nome al fatto di essere al settimo miglio da Pavia su strada per Milano, qui nel XIV secolo fu eretto un castello a residenza di campagna fortificata.
Altro proprietario fu Pietro Sacco Commeno, nominato Conte di Settimo da Maria Teresa d'Austria nel 1769.
Sulla riva sinistra dell'Olona, a MISANO, l'antico oratorio fu ricostruito nel 1500 dai conti Torelli.
La seconda guerra mondiale
L'eccidio di Bornasco ha lasciato un triste ricordo nella memoria dei Bornaschesi. Sei partigiani Genovesi trovarono la morte poche ore prima della liberazione: ecco cosa accadde.
Nei primi giorni di aprile del 1945, quando sembrava ormai prossima la liberazione dai Tedeschi, le carceri di Genova erano ancora piene di detenuti politici. Nonostante il tentativo del C.L.N. di scambiare detenuti politici genovesi con i prigionieri tedeschi nelle mani delle formazioni partigiane, nel pomeriggio del 23 aprile una delle ultime colonne tedesche in fuga lasciava Genova con 25 prigionieri politici usati come scudo umano contro possibili attacchi nemici. Il 24 aprile, giunto a Bornasco, il convoglio subisce ripetutamente un attacco aereo. I Tedeschi si traggono in salvo abbandonando sulla strada i mezzi con i prigionieri incatenati. Alla fine dell'attacco sull'autocorriera rimangono, privi di vita, quattro uomini mentre altri due sono colpiti a morte dalla scorta militare tedesca nel disperato tentativo di fuga.
L'episodio è descritto con maggiore accuratezza nel sunto tratto da una cronaca dell'epoca.
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